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MUSEO DELLA RADIO E DELLA TELEVISIONE RAI

 

Ospitato nel Centro di Produzione di Torino, il Museo della Radio e della Televisione RAI è uno spazio esperienziale, inclusivo e gratuito, dove ogni visitatore può scoprire in prima persona la magia della comunicazione. Non un museo tradizionale, ma un luogo da vivere, tra interattività, suoni, immagini e storie che valorizzano il passato, abbracciano il presente e aprono al futuro. Un racconto di bellezza che esprime la ricchezza dell’universo Rai non solo come tecnologie, ma come emozioni che uniscono generazioni, trasformano la società e continuano a evolversi insieme al nostro Paese.

 

La collezione attraversa oltre due secoli di storia della comunicazione, dagli esordi della telegrafia alle più recenti evoluzioni della radio e della televisione, e conta migliaia di apparati storici funzionanti, costumi di scena, arredi televisivi e contenuti audiovisivi. 

 

Ad accogliere i visitatori ci sono l’Albero Azzurro e Dodò che, passando per il Fantabosco con alcuni indimenticabili personaggi della “Melevisione” (i mitici Tonio Cartonio, Milo Cotogno, Lupo Lucio e Strega Varana), ci invitano ad entrare nel mondo incantato del Servizio Pubblico Televisivo. L’ingresso alla sala museale è custodito da una versione inedita, futuristica e al contempo malinconica, di Adriano Celentano con un suo abito di scena del 1964, dove è possibile anche ascoltare il leggendario Uccellino della Radio, l’ingranaggio misterioso che dagli anni Trenta scandisce l’apertura delle trasmissioni radiofoniche. Il percorso di visita è caratterizzato da ambienti immersivi, scenografie luminose e postazioni interattive dove bambini, ragazzi e adulti possono con curiosità e senza barriere sperimentare in modo semplice e divertente come nascono le voci e le immagini che quotidianamente entrano nelle nostre case. 

 

 

Le aree iniziali sono dedicate ai pionieri della comunicazione, le prime trasmissioni senza fili e i prototipi che hanno portato alla nascita della radio. A seguire, lo spazio dedicato allo sviluppo delle valvole, veri oggetti di design ed eleganza dei primi dispositivi radiofonici degli anni Trenta, dove sei apparecchi storici permettono, attraverso una consolle multimediale, di riascoltare momenti indimenticabili: dal primo annuncio radiofonico del 1924 alle parole di Corrado Mantoni “La guerra è finita, ripeto: la guerra è finita”, dal Bandiera Gialla di Renzo Arbore e Gianni Boncompagni alla vittoria dell’Italia ai Mondiali di calcio Italia-Spagna del 1982. Gli storici microfoni Rai al centro della sala conducono verso il Museo On Air, lo studio televisivo attivo che ospita produzioni e collegamenti in diretta, arredato con le poltrone del programma “I Migliori Anni” condotto da Carlo Conti. 

 

Dopo l’omaggio a Piero e Alberto Angela e alla loro iconica astronave Noos, utilizzata nel 1998 in “Viaggio nel Cosmo”, la storia della televisione parte dal prototipo elettromeccanico di John L. Baird per arrivare agli anni del bianco e nero, in una scenografia immersiva ispirata ad “Arrivi e Partenze” (1953–1955), con un giovane Mike Bongiorno. Nel raffinato TV Wundersen anni Sessanta scorrono filmati indelebili come le lezioni di italiano del maestro Manzi, la proclamazione dell’elezione di Papa Giovanni XXIII, lo sbarco sulla Luna. La cabina del “Rischiatutto” è una delle attrazioni più amate perché qui ogni visitatore può improvvisarsi concorrente in un’esperienza davvero coinvolgente e divertente. 

 

 

L’abito indossato da Rosanna Vaudetti, una delle “Signorine Buonasera”, per il primo annuncio a colori in occasione delle Olimpiadi di Monaco 1972, segna il passaggio all’area dedicata ai programmi più iconici della televisione italiana con oggetti, apparecchiature, curiosità e costumi. Tra il pianoforte rosa di Fred Buscaglione, gli abiti della Carrà, i costumi di “The Voice Senior”, la mitica foto che ritrae Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Enzo Tortora e Corrado nel programma “Sabato Sera”, trova posto anche una consolle multimediale che attiva contenuti scelti dal visitatore su televisori di epoche differenti, dalla storia dei “Festival di Sanremo”, a “Canzonissima”, da “Studio Uno” a “Pronto Raffaella”.  

 

Chiude il percorso, una telecamera da studio in funzione che riprende i visitatori in TV prima di accedere all’area de LA TUA ESPERIENZA RADIOTELEVISIVA, dove tutti possono diventare conduttori, cantanti o cameramen, indipendentemente dalle abilità, provando microfoni storici e telecamere d’epoca ancora funzionanti per scoprire e condividere i propri talenti.

 

Il Museo è anche uno studio aperto al pubblico dove si realizzano produzioni e collegamenti in diretta. Grazie a postazioni tattili e a un Avatar 3D che illustra le principali aree espositive in LIS – Lingua dei Segni Italiana chiunque può sentirsi parte di questa storia, nessuno escluso. 

www.rai.it/museoradiotv

 

 

 

Museo della Radio e della Televisione Rai

Centro di Produzione Piero Angela

Via Verdi, 16  

10124 - Torino 


Orario di apertura

Nel mese di agosto tutti i giorni dalle 9.30 alle 18:30