
Con un nuovo allestimento di LA SIEGE DE CORINTHE, messo in scena da Davide Livermore con Carlo Rizzi alla guida dell’Orchestra del Comunale di Bologna e del Coro del Teatro Ventidio Basso, l’11 agosto a Pesaro si inaugura il Rossini Opera Festival. La 47a edizione ha in calendario anche le riprese di due veri e propri spettacoli-simbolo della storia della manifestazione: L’OCCASIONE FA IL LADRO, unica ma indimenticabile presenza a Pesaro di Jean-Pierre Ponnelle, uno dei maestri della regia lirica del Novecento, diretta da Alessandro Bonato; LA SCALA DI SETA, che vede sul podio Iván López-Reynoso con la messa in scena di Damiano Michieletto, uno dei più significativi registi contemporanei che proprio al Festival ha avviato la propria carriera internazionale.
Occasione imperdibile per i cultori dei nuovi talenti rossiniani, oltre al Concerto finale del seminario di studio al Teatro Rossini del 20 luglio, è IL VIAGGIO A REIMS interpretato dagli allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”, nella messinscena ideata da Emilio Sagi e ripresa da Matteo Anselmi. Alla direzione della Filarmonica Gioachino Rossini c’è Sieva Borzak.
Da non perdere: FLÒREZ 30 che celebra il trentennale del debutto del tenore Juan Diego Flórez, attuale direttore artistico del festival; il ritorno di ROSSINIMANIA con il chitarrista Eugenio Della Chiara e il fortepianista Rubén Sánchez Vieco in un concerto intitolato “Rossini à Paris”; gli attesissimi CONCERTI DI BELCANTO, affidati a Matteo Mancini e Giuseppe Toia (14 agosto), Dave Monaco (17 agosto), Adrian Sâmpetrean (20 agosto) e Simón Orfila (22 agosto).
A chiudere questa edizione è il 23 agosto STABAT MATER diretto da Ramón Tebar con l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna e il Coro del Teatro Ventidio Basso.
Per il programma dettagliato

LA SIEGE DE CORINTHE 11, 14, 17, 21 agosto
Tragédie lyrique in tre atti di Luigi Balochi e Alexandre Soumet
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro, in collaborazione con Casa Ricordi di Milano, a cura di Damien Colas Galle
Direttore Carlo Rizzi
Regia Davide Livermore
Con Adrian Sampetrean, Matteo Roma, Vasilisa Berzhanskaya, Maxim Mironov, Simon Orfila, Tianxuefei Sun, Giuseppe De Luca, Anna-Doris Capitelli
Coro del Teatro Ventidio Basso
Maestro del Coro Pasquale Veleno
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Dopo aver conquistato Costantinopoli nel 1453 e decapitato il millenario impero bizantino, il terribile sultano Maometto II stringe d’assedio Corinto. Sgomenti e allo stremo delle forze, i difensori della città greca si raccolgono intorno al governatore Cléomène, indeciso se resistere fino all’ultimo sangue oppure arrendersi al nemico. Il condottiero Néoclès e il vecchio Hiéros esortano i combattenti ad affrontare con coraggio l’ultimo sacrificio. Intanto, Cléomène cerca di affrettare le nozze con Pamyra. La donna però appare riluttante e alla fine rivela di avere giurato fede ad un altro uomo, conosciuto in Atene tempo addietro.

L’OCCASIONE FA IL LADRO 12, 15, 18, 20 agosto
Burletta per musica in un atto di Luigi Prividali
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro, in collaborazione con Casa Ricordi di Milano, a cura di Giovanni Carli Ballola, Patricia B. Brauner, Philip Gossett
Direttore Alessandro Bonato
Regia, scene e costumi Jean-Pierre Ponnelle
Ripresa della regia Sonja Frisell
Con Manuel Amati, Damiana Mizzi, Dave Monaco, Matteo Mancini, Martiniana Antonie, Giuseppe Toia
Orchestra Sinfonica G. Rossini
In una notte di tempesta, trovano riparo nello stesso albergo di campagna Don Parmenione ed il Conte Alberto. Il primo è sulle tracce della sorella di un suo amico, fuggita con un seduttore. Il secondo è diretto a Napoli, dove vedrà per la prima volta la sua promessa sposa. Nel riprendere la strada, il domestico del Conte Alberto porta via per errore la valigia di Don Parmenione. Quando Parmenione e il suo servo Martino si accorgono dello scambio avvenuto, convinti che si possa approfittare del caso, forzano la valigia. In essa, tra le altre cose, trovano il passaporto di Alberto ed il ritratto di una giovane, che incanta Parmenione. Ritenendo che si tratti della donna promessa al Conte, Parmenione decide di sostituirsi a lui per sposarla.

LA SCALA DI SETA 13, 16, 19, 22 agosto
Farsa comica in un atto di Giuseppe Foppa
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro, in collaborazione con Casa Ricordi di Milano, a cura di Anders Wiklund
Direttore Ivan Lopez-Reynoso
Regia Damiano Michieletto
Con Enrico Iviglia, Hasmik Torosyan, Mara Gaudenzi, Alasdair Kent, Iurii Samoilov, Paolo Bordogna
Orchestra del Teatro Comunale di Bologna
Giulia, pupilla del vecchio Dormont, non vede l’ora di liberarsi dell’invadente Germano, servitore del suo tutore. La fanciulla si è segretamente sposata con Dorvil ed ogni notte lo accoglie nella propria camera calandogli dal balcone una scala di seta. Ora lei vorrebbe rimanere sola per consentire al giovane sposo, nascosto in uno dei gabinetti attigui, di lasciare la stanza. Ma appena Germano sta per allontanarsi entra Lucilla, cugina di Giulia, ed entrambi gli importuni insistono affinché lei raggiunga il tutore. Rimasto finalmente solo con sua moglie, Dorvil le confessa di essere preoccupato per l’arrivo del suo amico Blansac, il giovane pretendente che il tutore ha destinato per marito alla ragazza.

IL VIAGGIO A REIMS 16 e 19 agosto
Dramma giocoso in un atto di Luigi Balochi
Edizione critica della Fondazione Rossini di Pesaro, in collaborazione con Casa Ricordi di Milano, a cura di Janet Johnson
Direttore Sieva Borzak
Elementi scenici e regia Emilio Sagi
Ripresa della regia Matteo Anselmi
Con gli Allievi dell’Accademia Rossiniana “Alberto Zedda”
Filarmonica Gioachino Rossini
Madama Cortese, proprietaria dell’albergo termale «Il Giglio d’Oro», a Plombières, invita gli inservienti ad occuparsi con solerzia dei preparativi per il viaggio a Reims che gli ospiti si apprestano a compiere, la sera del giorno stesso, per assistere all’incoronazione del nuovo re Carlo X. Dopo che il medico Don Prudenzio ha esaminato con cura le colazioni per verificarne la conformità alle proprie indicazioni, la Contessa di Folleville, graziosa parigina che «delira per le mode», amante del Cavalier Belfiore, esterna la sua preoccupazione perché non sono ancora giunti i suoi abiti da indossare per la grande festa. Nel frattempo, l’arrivo del Conte di Libenskof, gentiluomo russo innamorato di Melibea, bella vedova polacca di un generale italiano, ingelosisce don Alvaro, Grande di Spagna. Mentre cresce l’impazienza di partire, giunge Zefirino, il corriere inviato in cerca dei cavalli per il viaggio, con una notizia che butta tutti nello sconforto.