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Panicale
Panicale (PG)
43°02'00.0"N - 12°06'00.0"E
Dista poco più di 30 km da Perugia e
128 Km da Roma.
Ci si arriva dalla A1, uscita Chiusi
Chianciano Terme. Poi la E45 e infine
la SR 220
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Visitiamo Panicale
Panicale sorge su una collina ai piedi
del monte Petrarvella a 641 m s.l.m.)
nella Val di Chiana romana, situata tra
la vallata del lago Trasimeno e la val-
le del fiume Nestòre. E' una terra di
confine: campi fertili, con una parti-
colare vocazione per l'olio e il vino
che vengono prodotti in grande qualità,
clima mitigato dal vicino lago Trasime-
no. Il borgo in origine era un castel-
lo ed è ancora racchiuso intorno alle
sue mura; Un avamposto di Perugia verso
ovest e la Val di Chiana.
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Cosa vedere a Panicale
Il centro storico del borgo alto medie-
vale è costruito a ellissi concentri-
che. La piazza Umberto I sorge su una
cisterna romana. In mezzo, la fontana e
un pozzo che funziona con l'acqua pio-
vana. Da vedere, la Collegiata di San
Michele Arcangelo, con l'"Adorazione
dei pastori, cinquecentesca tavola del-
la scuola del Perugino; In piazza Maso-
lino, punto più alto di Panicale, si
trova il palazzo del Podestà, risalente
al XIV secolo, sede dell'Archivio sto-
rico e notarile, costruito in stile
lombardo-gotico. Da lassù, si gode del
panorama mozzafiato sul lago Trasimeno
e i territori di confine tra Umbria e
Toscana.
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Cosa vedere a Panicale e dintorni
Appena fuori Porta Fiorentina, si arri-
va alla cinquecentesca chiesa di
Sant'Agostino. Al suo interno, resti di
affreschi attribuiti alla scuola del
Perugino. Da vedere anche San Sebastia-
no, con i capolavori del Rinascimento:
l'affresco "strappato" Madonna in Trono
tra angeli musicanti e Il Martirio di
San Sebastiano, dipinto nei primi del
1500 dal Perugino. Da visitare anche il
Museo del Tulle, con i ricami della
scuola di Panicale, il Museo di arredi
e paramenti sacri nel romitorio della
Chiesa della Madonna della Sbarra. Di
grande fascino anche l'Ottocentesco
Teatro Cesare Caporali.
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Da gustare a Panicale
Di certo è ottimo l'olio extravergine
d'oliva che si produce nelle campagne
del borgo. Sulle tavole si mangiano gli
umbricelli al sugo o i crostini con fa-
raona. Nel territorio, un tempo vive-
vano gli etruschi che nella pianura
sottostante hanno lasciato una preziosa
eredità biologica, possiamo dire così
Si tratta della fagiolina del Trasimeno
un legume che richiede una coltivazione
lunga, faticosa e ancora tutta manuale.
E' un fagiolo minuscolo, di forma ovale
che cresce di vari colori: dal crema al
nero al salmone. Ha un sapore tenero,
burroso e particolarmente saporito.
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